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alimentazione e emicrania

 

Esistono alcuni cibi che tendono ad aumentare o addirittura a scatenare le crisi emicraniche. La letteratura medica mondiale ha registrato molti esempi di cefalea scatenata dall'assunzione degli alimenti più disparati . Le sostanze vasoattive incriminate sono:

Come evitare dunque la cefalea da cibo?
Generalmente aiuta l'esperienza, qui di seguito, comunque, riporto un elenco dei cibi a rischio:

Secondo alcuni poi, oltre ai cibi capaci di scatenare il dolore, esistono dei cibi capaci di prevenirlo: una dieta ricca di alimenti contenenti magnesio, come carni e verdure fresche , metterebbe al riparo dei rischi della cefalea. Da ultimo anche il digiuno può provocare la cefalea a causa dell'abbassamento della glicemia (cioè del livello di zuccheri nel sangue). Quanto al vino, non tutti sono concordi nella sua capacità di provocare cefalee (ovviamente se bevuto con moderazione) Infatti una ricerca effettuata dalla dottoressa Maria Nicolodi e dal prof. Sicuteri dell'Universita' di Firenze, ha dimostrato, studiando le reazioni di un campione significativo di oltre trecento volontari, ha dimostrato che la cefalea non e' imputabile al vino. Sono infatti le condizioni ambientali a determinarla, non per nulla spumanti e champagne, spesso accusati piu' frequentemente di questa controindicazione, si consumano spesso in locali affollati, pieni di fumo e con molto rumore, non di rado a tarda ora quando l'organismo e' gia' provato, condizioni scatenanti per il mal di testa piu' che il contenuto della bevanda.

 

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alimentazione sportiva

 

 

Una alimentazione equilibrata sul piano nutrizionale è sicuramente fondamentale per tutti coloro che esercitano una attività sportiva, non solo per i professionisti che di solito sono controllati da personale medico e tecnico altamente qualificato, ma anche per chi pratica sport a livello amatoriale. E' intuitivo infatti che eventuali carenze o eccessi alimentari possano influenzare negativamente la prestazione sportiva e il rendimento muscolare.
Per ogni tipo di attività fisica sia essa agonistica, dilettantistica o professionale è necessaria una alimentazione che sia commisurata e adeguata al tipo di attività svolta e in grado di soddisfare i bisogni nutritivi dell'organismo.
La grande diffusione dell'attività fisica a tutti i livelli impone la necessità di diffondere i principi di una corretta alimentazione per chi pratica sport in quanto gli alimenti sono il nostro "carburante".
I principi nutritivi che forniscono energia per l'attività fisica (per trasformazione di quella "chimica di legame" in energia meccanica e calorica) sono essenzialmente rappresentati dai glucidi e dai lipidi, che possono quindi essere considerati il vero carburante della macchina umana.
Gli alimenti consentono di apportare sia nutrienti "energetici" (come glucidi, lipidi e proteine) che nutrienti "non energetici", quali vitamine, sali minerali, fibra e acqua altrettanto indispensabili per il corretto funzionamento dell'organismo.
Bisogna però premettere che ciò che serve a chi pratica sport è un'alimentazione equilibrata e bilanciata.
Non esistono cibi miracolosi, né diete magiche o preparati straordinari che possono moltiplicare il rendimento atletico. Vale solo la prestazione, l'allenamento, il talento individuale e l'alimentazione equilibrata e corretta, specie nella fase di allenamento e in quella immediatamente precedente la gara.
Non sono necessari alimenti particolari né integratori speciali, se non in circostanze eccezionali e sempre sotto un oculato controllo medico che tenga soprattutto conto della salute dello sportivo, piuttosto che dell'esaltazione o meglio della esasperazione, non sempre del tutto innocua anzi spesso pericolosa, delle sue prestazioni atletiche. Unica supplementazione richiesta può essere, in alcuni casi, quella vitaminica e idrosalina, soprattutto nella fase "pre-gara" o di "recupero".
E' inoltre molto importante la distribuzione corretta, e cioè frazionata e bilanciata, dei pasti durante l'allenamento, il pasto pre-gara, l'adeguata "razione d'attesa" e anche della fase "di recupero" dopo ogni allenamento e gara.
In particolare è opportuno tenere presente che l'uso eccessivo ed inadeguato di un integratore può anche essere dannoso e/o pericoloso soprattutto nei soggetti giovani (preadolescenti) ed anziani dove le attività metaboliche e di detossicazione possono essere ridotte.
In particolare l'eccessiva integrazione proteica può costituire motivo di danno renale per l'eccessivo carico a cui in questo caso è sottoposto il rene, così come l'eccessiva integrazione con vitamine liposolubili (soprattutto A e D) può essere alla base di effetti tossici da sovradosaggio.
E' pertanto necessario un uso attento ed oculato dei vari integratori che tenga conto della composizione del singolo prodotto, delle indicazioni d'uso e particolarmente delle annotazioni riportate in etichetta sia per i prodotti registrati che di quelli a notifica.
Informazioni più dettagliate possono essere desunte dall'attenta lettura dei singoli capitoli e delle direttive ministeriali.

Le necessità energetiche di un individuo sono principalmente determinate dal suo "metabolismo basale", cioè dalla quantità di energia necessaria per il mantenimento delle funzioni vitali dell'organismo in condizioni basali, vale a dire in completo riposo e in equilibrio termico con l'ambiente. A questa quota va aggiunta quella che deriva dall'attività di lavoro, dalla vita di relazione e, naturalmente, dalla attività sportiva eventualmente svolta dal soggetto. E' evidente che nel corso delle varie attività sportive gli aumenti del dispendio energetico possono essere notevoli (fig.1).


Fig.1 - Aumento del fabbisogno energetico passando dal riposo ad attività fisiche
sempre più impegnate (da: M.Proia, L'Informatore Alimentare n°11, 1982, pag.2)

Inoltre per ciò che riguarda alcuni tipi di attività fisica come la marcia e la corsa, i consumi sono anche legati ai percorsi, alla velocità e al tempo in cui viene realizzata una prestazione (fig.2).


Fig. 2 - Consumo calorico nei vari tipi di corsa
(da: M. Proia. L'Informatore Alimentare n°11, 1982, pag. 2 )

Per fronteggiare il maggiore fabbisogno energetico legato allo svolgimento dell'attività fisica è necessario un aumento dell'apporto di nutrienti energetici. E' preferibile mantenere sempre una proporzione, nella quota addizionale di glucidi, lipidi e proteine, secondo un rapporto di 4-2-1. Viene considerata ottimale una suddivisione delle K/cal totali introdotte con la dieta che prevede che il 55-60% delle calorie totali siano fornite dai glucidi (o zuccheri), un 30% da lipidi e un 15% da proteine. Durante l'esercizio muscolare infatti l'organismo utilizza a scopo energetico principalmente glucidi (o zuccheri o carboidrati) e lipidi. In particolare mentre in condizioni di riposo i muscoli traggono l'energia di cui necessitano per l'87% dall'ossidazione dei lipidi (acidi grassi) e solo per il 13% dagli zuccheri, durante una attività fisica di intensità lieve, o uno sforzo di breve durata, le richieste energetiche vengono coperte per il 50% dalla combustione dei grassi e per il 50% da quella degli zuccheri, infine per un lavoro intenso e per prestazioni fisiche di durata superiore alle tre ore, i lipidi arrivano a soddisfare circa il 70% del fabbisogno energetico.

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Come si è detto i principi nutritivi che forniscono energia per l'attività fisica sono fondamentalmente rappresentati da glucidi e lipidi che potremmo quindi considerare il principale carburante della "macchina umana".

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Deficit di acqua

Sintomatologia

  2% del peso corporeo

Sete

  6% del peso corporeo

Sete, Oliguria, Spossatezza, Irritazione, Aggressività

  7% del peso corporeo

Malessere generale, Astenia profonda

10% del peso corporeo

Pericolo di insorgenza del Colpo di Calore

Tabella 1 - Disidratazione

Se la sudorazione è molto abbondante si può accompagnare alla perdita di minerali normalmente presenti nel sudore. Eccessive perdite di sodio e cloro, per esempio, possono contribuire ulteriormente alla disidratazione dell'organismo e alla compromissione della efficienza fisica. Va comunque sottolineato che le perdite idrosaline sono molto più marcate nei soggetti non allenati piuttosto che in atleti. L'allenamento determina infatti alcuni adattamenti che consentono di limitare le perdite idroelettrolitiche e quindi l'eventuale comparsa di sintomi ad essa legata. L'allenamento infatti influenza il sistema di termodispersione e determina nell'atleta una produzione di quantità di sudore maggiore e precoce rispetto al soggetto non allenato (Tab.2).

 

  1. Sali
    Minerali

    Liquidi
    extracellulari

    Sudore
    a riposo

    Sudore nel non
    acclimatato

    Sudore
    nell’acclimatato

    Sodio

    3,25

    1,85

    1,38

    0,92

    Cloro

    3,70

    3,10

    1,50

    1,00

    Potassio

    0,20

    0,20

    0,20

    0,15

    Calcio

    0,10

    0,04

    0,04

    0,03

    Magnesio

    0,01

    0,01

    0,01

    0,01

    TOTALE

    7,29

    5,20

    3,13

    2,11

Tabella 2 - Contenuto di minerali (in grammi per litro) nel liquido extracellulare e nel sudore

Inoltre i soggetti allenati emettono sudore in tutti i distretti corporei, mentre i soggetti sedentari tendono a sudare in zone limitate come la zona ascellare e quella inguinale. Per queste ragioni un corretto apporto idrico è importante per tutti gli atleti non solo dopo la prestazione sportiva, ma anche prima e dopo, sia in allenamento che in gara e soprattutto prima di avvertire la sete (Tab.3).

La composizione della bevanda da assumere prima della prestazione sportiva deve essere stabilita in funzione del tipo di sport praticato e del tipo di impegno fisico. In linea generale se l'attività fisica si protrae per almeno un'ora, può essere necessaria una integrazione energetica, altrimenti la sola acqua è sufficiente. L'apporto elettrolitico deve essere limitato ai soli minerali persi e che vanno aggiunti all'acqua. La bevanda utilizzata durante una competizione sportiva deve essere assunta a piccoli sorsi (150-200 ml), fresca poiché le bevande a 7-10 ° C vengono assorbite più velocemente di quelle calde, deve avere una corretta osmolarità in modo da ridurre al minimo i tempi di svuotamento gastrico e facilitarne l'assorbimento. Naturalmente l'integrazione idro-salina deve continuare soprattutto al termine dell'esercizio muscolare, motivo per cui è importante anche adottare scelte di alimenti razionali e procedure di cottura tali da soddisfare i bisogni di acqua, vitamine e minerali. Per ciò che riguarda le bevande, l'aggiunta di piccole o moderate quantità di glucidi e sodio velocizza l'assorbimento gastrico dell'acqua rispetto all'acqua pura, poiché il trasporto accoppiato glucosio-sodio stimola per azione osmotica l'assorbimento dell'acqua. La presenza di zuccheri inoltre fornisce una certa quantità di energia che può essere utile all'atleta specie se l'impegno muscolare è intenso e protratto. Per quanto riguarda gli zuccheri la loro quantità in una bevanda non deve essere abbondante, dato che la permanenza di una soluzione nello stomaco aumenta con l'aumentare della concentrazione dei carboidrati. Una concentrazione di zuccheri inferiore al 6 % (cioè meno di 6 grammi di zuccheri per ogni 100 grammi di acqua) garantisce una velocità di transito gastrico solo di poco più lenta di quella dell'acqua pura. Estremamente importante è anche la scelta del tipo di zucchero presente nella soluzione. Da questo punto di vista il fruttosio e le maltodestrine sono meglio del saccarosio ( il normale zucchero da cucina) o del glucosio; se infatti una bevanda contiene questi zuccheri il tempo di permanenza nello stomaco della soluzione è inferiore. Viceversa l'ingestione di una bevanda troppo ricca in zuccheri può creare problemi quando arriva nell'intestino tenue. A questo livello infatti si può verificare una specie di "furto" di acqua nel senso che la soluzione, troppo concentrata, richiama acqua nel lume intestinale "rubandola" all'organismo e questo può contribuire a disidratare ulteriormente l'atleta.

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I prodotti per sportivi trovano collocazione nel gruppo 8 dell'allegato 1 del D.L. 111/92 "Alimenti adattati ad un intenso sforzo muscolare soprattutto per sportivi". Tutti questi alimenti devono essere formulati in modo confacente alle esigenze nutrizionali per il tipo di attività svolta, ed assicurare un'ottimale biodisponibilità dei nutrienti apportati (Circolare Ministeriale n.8 del 07/06/99 - allegato 3). Gli alimenti adattati ad un intenso sforzo muscolare sono collocabili nelle seguenti categorie: